La Federazione Italiana Paralimpica Powerchair Sport desidera esprimere il più sincero ringraziamento a tutte le associazioni, organizzazioni del Terzo Settore, enti rappresentativi delle persone con disabilità, istituzioni sportive, Federazioni sportive paralimpiche e olimpiche, media, giornalisti e a tutte le persone che in questi giorni hanno manifestato vicinanza e solidarietà alla nostra Nazionale di Powerchair Football dopo quanto accaduto all’Aeroporto di Fiumicino.

Un sentito ringraziamento va anche al Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e al Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, che hanno espresso la propria vicinanza agli atleti e alla Federazione, interessandosi personalmente alla vicenda e chiedendo di approfondire quanto accaduto.

L’eco della vicenda e le centinaia di messaggi ricevuti hanno dimostrato come questa vicenda abbia superato i confini del singolo episodio, richiamando l’attenzione sul diritto delle persone con disabilità a poter praticare sport, viaggiare e partecipare alle competizioni internazionali in condizioni di pari dignità, sicurezza e accessibilità.

Parallelamente, la Federazione è già al lavoro per individuare tutte le possibili soluzioni che consentano alla Nazionale di recuperare, da qui ai prossimi Campionati del Mondo, almeno parte delle opportunità sportive venute meno. La mancata partecipazione al torneo internazionale di Glasgow rappresenta infatti un danno non solo economico, ma soprattutto sportivo e umano. Una parte significativa delle risorse destinate alla preparazione della Nazionale era stata investita proprio in questa trasferta, considerata un appuntamento fondamentale nel percorso di avvicinamento al Campionato del Mondo.

Per i nostri atleti è sfumata un’occasione costruita con mesi di lavoro, sacrifici e aspettative. Oltre all’importanza tecnica della competizione, è venuta meno un’esperienza fondamentale di crescita personale, autonomia e inclusione. Le trasferte internazionali rappresentano infatti occasioni preziose per confrontarsi con altre realtà sportive, costruire nuove relazioni, rafforzare la coesesione del gruppo, sperimentare concretamente la possibilità di viaggiare e vivere esperienze di vita indipendente, ampliando il proprio bagaglio umano oltre che sportivo.

“Quello che è accaduto rappresenta un duro colpo per i nostri atleti e per tutta la Federazione”, dichiara il Presidente della Federazione Italiana Paralimpica Powerchair Sport, Andrea Piccillo“Abbiamo investito ogni risorsa disponibile per offrire alla Nazionale le migliori opportunità di preparazione in vista del Campionato del Mondo. Il danno economico è importante, ma quello umano lo è ancora di più. Dover spiegare ai nostri ragazzi che, nel 2026, mesi di sacrifici possono essere compromessi da ostacoli che nulla hanno a che vedere con lo sport è qualcosa che non dovrebbe più accadere. Continueremo a lavorare per creare nuove occasioni di preparazione per la squadra e perché questa vicenda contribuisca a migliorare concretamente il diritto delle persone con disabilità a viaggiare e a praticare sport in condizioni di pari dignità e sicurezza.”

Parallelamente, la Federazione ha avviato un’interlocuzione con EasyJet Italia per contribuire alla piena ricostruzione di quanto accaduto. Nel corso di un incontro svoltosi venerdì 25 luglio presso una sede neutrale messa a disposizione per l’occasione, è stato ripercorso e ricostruito l’intero iter organizzativo della trasferta, dimostrando come tutte le richieste formulate dalla compagnia aerea fossero state puntualmente soddisfatte dalla Federazione nei tempi e nelle modalità richieste. È stato inoltre evidenziato come, fino alla mattina della partenza, la Federazione non avesse ricevuto alcuna comunicazione da parte della compagnia che lasciasse presagire le criticità poi emerse al momento dell’imbarco.

Nel corso dell’incontro sono state inoltre illustrate nuovamente ai vertici di easyJet le ragioni per cui l’unica alternativa prospettata direttamente presso l’Aeroporto di Fiumicino non poteva essere considerata concretamente praticabile. La soluzione prevedeva infatti la suddivisione della delegazione su voli differenti, con parte degli atleti, degli accompagnatori e delle carrozzine sportive in arrivo a Edimburgo, demandando però alla Federazione l’organizzazione dei successivi collegamenti fino a Glasgow, senza alcuna garanzia di disponibilità di mezzi accessibili e adeguati al trasporto in sicurezza delle persone e delle attrezzature sportive.

Una soluzione incompatibile con le esigenze organizzative della squadra e con la tutela delle attrezzature sportive. Le carrozzine da gioco rappresentano infatti strumenti altamente specializzati, del valore di circa 15.000 euro ciascuna, il cui eventuale danneggiamento potrebbe richiedere mesi per essere riparato, compromettendo anche la preparazione ai prossimi Campionati del Mondo. Proprio per questo la trasferta era stata organizzata su un volo diretto, così da ridurre al minimo la movimentazione delle attrezzature e garantire il massimo livello di sicurezza, accessibilità e tutela per atleti e materiali.

La Federazione Italiana Paralimpica Powerchair Sport continuerà a collaborare con tutti i soggetti coinvolti affinché venga fatta piena chiarezza sull’accaduto e affinché situazioni come questa non si ripetano più. L’obiettivo è trasformare un episodio così grave in un’opportunità di miglioramento concreto delle procedure e della cultura dell’accessibilità, affinché nessun atleta con disabilità debba più vedere compromesso il proprio diritto a rappresentare l’Italia a causa di ostacoli estranei allo sport.

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